Tabacco addio: i metodi che funzionano
L Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano ha avviato una sperimentazione
Qual è la prima cosa da fare se si vuole smettere di fumare? Per chi desidera dire basta il consiglio è di rivolgersi al medico di famiglia o a uno dei Servizi per la cessazione dal fumo di tabacco, gratuiti e attivi presso le strutture del Servizio sanitario nazionale (l’elenco sul sito ). La consapevolezza di volere smettere è fondamentale prima di iniziare qualsiasi percorso, anche se il numero di sigarette fumate, come nel caso di Martina Stella, è minimo: due sigarette rischiano di creare progressivamente la stessa dipendenza di un pacchetto.
ECCO I METODI - Ecco i metodi efficaci secondo la scienza e quelli che necessitano di conferme. Terapia nicotinica sostitutiva: prescritta da un medico, è a base di gomme, cerotti, confetti e inalatori che rilasciano una dose controllata di nicotina (col tempo gradualmente ridotta) per contrastare i sintomi dell’astinenza. Studi dimostrano che le possibilità di smettere aumentano del 50-70%, rispetto ai gruppi di controllo o a chi assume placebo. Farmaci non nicotinici: sono il bupropione e la vareniclina, prescritti dal medico. Agiscono sui meccanismi cerebrali, attenuando il desiderio di fumare e i sintomi dell’astinenza. Dopo tre mesi di terapia smette il 44% dei fumatori trattati con vareniclina e il 30% di chi ha assunto bupropione. Counseling psicologico (di persona o telefonico): in molti casi funziona, se il dialogo e il sostegno al fumatore che vuole smettere vengono dati da un esperto. I gruppi d’incontro hanno un punto di forza: la volontà di chiudere col fumo può essere contagiosa. Ipnosi: non ci sono studi pubblicati, anche se i risultati di vent’anni di esperienza all’ambulatorio di medicina psicosomatica dell’ospedale San Carlo di Milano sembrerebbero dimostrare che funziona in quattro casi su dieci. Libri, dvd, videogiochi, siti internet: non sempre da soli bastano, ma possono fornire una buona spinta a smettere, specie per i più giovani. Agopuntura e auricoloterapia. Sottili aghi vengono posti in precisi punti del corpo o solo nel padiglione auricolare. Possono funzionare in chi non è forte fumatore ed è davvero convinto di smettere. Sigaretta elettronica: non esistono prove sulla sua efficacia. L’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano ha avviato una sperimentazione su 126 pazienti che coinvolge altri due ospedali milanesi, il San Raffaele e il Centro cardiologico Monzino. Il dispositivo usato nel trial si chiama T-Fumo: ha superato i test di sicurezza a livello europeo e non contiene tracce di nicotina.
Focus di Roberto Boffi, pneumologo, responsabile del centro antifumo dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano
06 settembre 2011
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