Lite sulla sigaretta elettronica tra ministero della Salute e Ieo
ROMA - «Non stroncate le sigarette elettroniche. Nessun test scientifico dimostra che fanno male». Carlo Cipolla dirige la cardiologia dell' Istituto europeo di oncologia a Milano. Con le "sigarette senza fumo" sta conducendo un test su un gruppo di forti fumatori colpiti da tumore o infarto e costretti a smettere da un giorno all' altro. «I pazienti sono molto interessati alla sigaretta elettronica.È un potenziale aiuto contro l' astinenza. Serve più cautela prima di stroncarla».
Cipolla si riferisce al documento dell' Istituto superiore di sanità (Iss) per il ministro della Salute Renato Balduzzi che mette in guardia contro l' uso delle sigarette elettroniche: «Occorre prudenza. Di questo prodotto conosciamo poco sia l' efficacia per smettere di fumare che la tossicità».
Il rapporto dell' Iss ricalca la posizione dell' Organizzazione mondiale della sanità: «Servono studi più approfonditi, soprattutto per quel che riguarda gli effetti sulla salute e la veridicità delle réclame». Le sigarette elettroniche sono infatti propagandate come uno strumento per smettere di fumare. Sulla necessità di più sperimentazioni sono tutti d' accordo, e la ricerca di Cipolla darà risposte importanti. Nella trentina di studi internazionali condotti finora (tutti però limitati a piccoli campioni e poco rappresentativi) è emerso che la sigaretta elettronica e quella tradizionale hanno gli stessi effetti negativi sulla capacità respiratoria.
Chi la usava per smettere di fumare ha raggiunto l' obiettivo in due terzi dei casi. Le sostanze chimiche tossiche sono inferiori nelle sigarette elettroniche, ma non sono affatto assenti. E poco si sa sia sulla loro natura che sulle quantità. È stata soprattutto questa incognita a spingere l' Iss a "stroncare" il nuovo gadget. Insieme al timore che gli aromi gradevoli delle sigarette elettroniche avvicinino i giovani alla nicotina.